Da Montalbano a Makari a Baaria, il fenomeno del cineturismo in Sicilia

In una Sicilia fiaccata dalla crisi della pandemia che ha inferto un colpo ferale al comparto turistico e al suo indotto, il successo della serie Makari, con una programmazione iniziata il 15 marzo scorso, è un’iniezione di fiducia per le sorti della Sicilia come destinazione turistica. 

Vediamo di capire cosa c’è dietro le ragioni di un successo televisivo e gli ingredienti fondamentali che decretano la trasformazione di una location cinematografica in destination turistica. Sembra vi sia stato un passaggio di consegne ideale tra “Il Commissario Montalbano” che con l’ultima puntata ha registrato l’ennesimo record di audience con circa 10 mln di spettatori e la nuiva serie che esordisce con circa 6 mln, una cifra di tutto rispetto. 

Il quesito è d’obbligo, Makari riuscirà a ripetere il successo strabiliante della fortunata serie” Il Commissario Montalbano”, partorito dalla penna di Camilleri e reso celebre dal volto di Luca Zingaretti., laddove tra il 1999 ed il 2019 nella sola provincia Iblea la presenza dei turisti è passata da 600mila unità ad un milione. Ad onor del vero, tra le concause di questo successo, vi è stata una concomitanza di eventi, come l’inserimento nei luoghi Unesco del barocco del Sud-est della Sicilia (Modica, Scicli). Ma è fuor di dubbio che è innegabile il fatto che Il Commissario Montalbano, nei 20 anni di apparizioni televisive, ha contribuito in modo importante alla diffusione delle immagini di Punta Secca, Modica, Scicli e di tutta la Sicilia sud orientale, che oggi può pure contare sull’aeroporto di Comiso, che al netto delle difficoltà patite a causa del blocco del turismo internazionale, nei prossimi anni contribuirà ad aprire questo lembo della Sicilia al turismo internazionale. 

Stessa sorte toccherà ai faraglioni di Scopello alla spiaggia del golfo di Macari, alle cave di marmo di Custonaci, location protagoniste della fiction, diretta dal regista Michele Soavi, incentrata sul personaggio di Saverio Lamanna, interpretato magistralmente da Claudio Gioè? Un territorio che comunque gode del vantaggio (rispetto alla provincia di Ragusa di fine secolo scorso, isolata dal punto di vista dei trasporti) di insistere su un raggio d’azione comprensoriale dove vi sono 2 aeroporti (il Falcone-Borsellino e Birgi) e può annoverare una destinazione turistica matura attigua come San Vito Lo Capo. 

Certamente Il “Modello Montalbano” è replicabile ma è necessario creare un sistema virtuoso in maniera che il Cineturismo possa diventare strumento di promozione del territorio; dando una forte spinta al turismo, richiamando numerosi turisti verso destinazioni che magari non avrebbero mai visitato altrimenti. Infatti partendo dalla curiosità di rivivere le più famose scene dei film, il turista ha la possibilità di conoscere un territorio, la sua cultura, le tradizioni, i prodotti tipici, le bellezze artistiche e storiche ecc.. e la Sicilia da questo punto di vista ha molto da offrire. 

Tutto questo può e deve rappresentare un volano per l’economia dell’isola anche in prospettiva futura. Se facciamo mente locale ricordiamo gli effetti di ritorno d’immagine e di visitatori di cui ha goduto Palermo dove si girarono nel 1962, le scene del famoso “Il Gattopardo” di Luchino Visconti. Stessa sorte fortunata ebbe il  Bar Vitelli – famoso per aver fatto parte di alcune scene del famoso film “Il Padrino” al centro di uno dei borghi più belli in Sicilia di Savoca, – che oggi è ancora oggi meta di numerosi turisti. Si può citare il caso di Palazzo Adriano dove si girò il film premio Oscar “Nuovo Cinema Paradiso” del regista bagherese Peppuccio Tornatore. 

Ma non tutto è sempre scontato e non sempre la location cinematografia si trasforma in destination turistica perchè resa famosa dalle sequenze del film. Un esempio è Baaria, una produzione cinematografica internazionale di grande successo dello stesso Peppuccio Tornatore, che per la Città alle porte di Palermo si è rilevata una “grande occasione mancata di marketing territoriale e turistica”, dal momento che oggi la sua attrattività turistica è legata principalmente alle sue ville settecentesche e alle sue eccellenze gastronomiche che l’hanno eletta a “Città delle Ville e del Gusto”. Questo ci riporta all’affermazione che la “valorizzazione del territorio attraverso il cinema non è “automatica”. 

E’ necessario coinvolgere la maggior parte delle strutture e delle realtà che operano sul territorio. Non bisogna trascurare ed escludere i residenti, che sono parte integrante della riuscita dell’operazione. Residenti, cittadini, realtà e strutture del territorio devono essere sensibilizzate affinché possano diventare essi stessi stakeholder del progetto La cooperazione, l’ascolto, la comunicazione e il supporto reciproco sono gli strumenti che portano al raggiungimento della meta. Occorre trovare il giusto equilibrio fra le esigenze del settore cinematografico e quelle del settore turistico-territoriale. Solo in questo modo si otterrà un risultato davvero vincente. 

Di Michele Balistreri